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Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Lagavulin Scozia Valinch & Mallet Whisky dai 100 ai 200 euro

Valinch & Mallet South Shore 2008 13yo

Recensione di un misterioso whisky di Islay per la serie The Peat(y)ful Pack Madness

Provenienza: Isola di Islay (Scozia)
Tipologia: Single Cask Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 52,9%
Botte di invecchiamento: Ex Caroni rum barrel
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Valinch & Mallet Ltd.
Prezzo indicativo: € 120,00
Sito web ufficiale: www.valinchandmallet.com
Valutazione: 87/100

Terza bottiglia torbata nella quarta incarnazione della serie The Spirit of Art, accumunata dal tema The Peat(y)ful Pack Madness, ci riporta sulla patria della torba scozzese, quell’isola che per molti è sinonimo ormai dei whisky fumosi della Scozia.
Distilleria non dichiarata (ma è il segreto di Pulcinella), sotto l’etichetta creata dall’artista Laurina Paperina offre un distillato del 2008 che ha prodotto 292 bottiglie dopo aver riposato più di sette anni in una classica botte ex bourbon, per poi passarne altri cinque (abbondanti) in una botte decisamente inusuale e inedita, un barrel di rum Caroni definito come “abbastanza scarico” da chi lo ha scelto.
Caroni è una distilleria di Trinidad chiusa nel 2003, di cui un’ampia scorta di botti è stata acquisita da Velier tramite il patron Luca Gargano. Lascio quindi a loro raccontare la storia di questa distilleria.

Note di degustazione

Al naso è molto particolare, spiccano note aromatiche e una certa freschezza che non ti aspetti, un trito di erbe intrise di olio d’oliva accanto ad aceto balsamico, formaggio emmenthal, ananas, zucchero di canna e un accenno di gomma sul fondo. Il fumo è sottile, come pasteggiare alla luce di una candela accesa. Elegante e particolare, nel tempo evolve e si fa ancora più setoso.
In bocca cresce la parte fruttata, che ai tropici aggiunge mela, pera e un discreto apporto di arancia candita. Frizzantino e pepato, con le erbe aromatiche che passano in secondo piano pur mantenendo una certa componente balsamica, si fa più secco in lunghezza mantenendo quel filo di fumo che dà spessore lavorando di concerto con i sapori. Accenno di zucchero filato spalmato sul cuoio. Una bella sinfonia, armonica e piena.
Finale abbastanza lungo e secco, con tocchi salini, agrumi, cuoio, frutta tropicale, stoppino spento, accenno di caffè.

Un Lagavulin inusuale che non ha però perso la propria identità, il (lungo) affinamento in rum ha aggiunto tratti distintivi unici ma ben amalgamati, offrendo uno spessore inedito e curioso, molto piacevole, una digressione ben riuscita e affascinante.

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