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Danimarca Fary Lochan Whisky dai 100 ai 200 euro

Fary Lochan Distillery Edition Batch 3

Recensione di un whisky danese affumicato all'ortica

Provenienza: Danimarca
Tipologia: Danish Single Malt Whisky
Gradazione: 47,3%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon affinato in ex sherry PX
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Fary Lochan Destilleri
Prezzo: € 128,00 su The Barrel Way
Sito web ufficiale: farylochan.dk
Valutazione: 87/100

Questa piccola distilleria danese che prende il nome dal lago vicino a Farre, è figlia del sogno di Jens-Erik Jørgensen, che dalla piccola isola di Funen accarezzava l’idea di creare un whisky locale con caratteristiche uniche.
E tenendo a mente il ricordo dei formaggi affumicati dalla madre bruciando l’ortica, ha iniziato a sperimentare arrivando a riempire la prima botte con distillato d’orzo affumicato all’ortica esattamente il 31 dicembre del 2009.
Jens-Eric è mancato nel 2016, ma l’attività prosegue con la sua famiglia (nipoti compresi) e si è ampliata con la produzione di gin, liquori e acquavite, mantenendo però la centralità del whisky realizzato in piccoli lotti e seguendo la tradizione artigianale scozzese, con le botti in maturazione conservate nel magazzino sotto la distilleria.

Produzione ridotta che si riflette anche nella taglia delle loro bottiglie, da 50cl invece dei consueti 70cl. Di questa edizione di giugno 2021, in particolare, ne sono state prodotte 250 (più 1.000 da 20cl).
Distillato di aprile del 2014 che ha passato sei anni di maturazione in due botti quarter cask ex bourbon di secondo riempimento con affinamento di un anno in una botte singola hogshead di primo riempimento ex sherry Pedro Ximénez.
Grazie a Guido di The Barrel Way per il gentile campione.

Note di degustazione

Al naso l’originale affumicatura è subito evidente, dove le persistenti note erbacee evidenziano una calda tostatura che si innesta su cereali, noci, miele, mela matura e legno. Un pizzico di noce moscata e cannella si sparge su tonalità agrumate mentre, sullo sfondo, compare del cioccolato. In lunghezza, un accenno di uva sultanina. Denso.
Nel palato scivola subito fumo liquido e oleoso, presto arricchito da note piuttosto marcate di mirtilli, arancia rossa, cioccolato, biscotti al malto, miele, noci e un accenno di caffè. Spruzzata di paprika e pepe bianco a coronare i sapori. In lunghezza, tornano le note erbacee declinate nel tè nero con una certa astringenza di fondo e tocchi sapidi.
Finale abbastanza lungo e secco, con accenni salini, di mandorle e noci, tè, frutti rossi, cioccolato, chicchi di caffè tostati.

Un’esperienza inusuale, l’influsso di botti carichissime come quelle PX si rivela invece moderato e ben calibrato, senza trascinare il distillato nella china della dolcezza decadente ma esaltandone invece le caratteristiche peculiari, con delle asperità che lo rendono interessante e coinvolgente.

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