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Cadenhead's Highland Park Imbottigliatori indipendenti Isole Orcadi Scozia Whisky dai 200 euro in su

Cadenhead’s Highland Park 28yo (1992 – 2020)

Recensione di un Highland Park 28yo imbottigliato in esclusiva per il Cadenhead's Whisky Shop di Milano.

Provenienza: Isole Orcadi (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 58.7%
Botti di invecchiamento: Ex sherry refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: J & A Mitchell & Co Ltd.
Prezzo indicativo: € 360,00
Sito web ufficiale: www.cadenhead.scot
Valutazione: 91/100

Dopo aver concluso il 2020 su Whisky Art con la recensione del primo rilascio dell’Highland Park Cask Strenght, terminiamo il 2021 con un altro dram della più celebre distilleria delle Isole Orcadi: un 28yo distillato nel 1992 e imbottigliato nel 2020 dall’indipendente Cadenhead in esclusiva per il suo Whisky Shop di Milano.

Si tratta di un single cask proveniente da una ex sherry butt non di primo riempimento, che ha prodotto 396 bottiglie complessive ormai difficili da reperire. La gradazione piena è un notevole 58,7% ABV. Le aspettative sono alte per diversi motivi. Primo: Highland Park è una delle nostre distillerie preferite. Secondo: 28 anni sono un’età ragguardevole. Terzo: è rarissimo che Cadenhead sbagli un colpo, anzi un imbottigliamento.

Note di degustazione

Il colore è un magnifico oro brillante.
Al naso restiamo subito colpiti da un sentore di miele d’erica, che interpretiamo come il biglietto da visita della distilleria, seguìto a breve distanza da una nota, invero piuttosto delicata, di ciliegia sotto spirito che sembra il primo immediato contributo della botte ex sherry, insieme a un ricordo di burro, uno di noce e uno di pan di Spagna. Il tempo valorizza fragranze agrumate riconducibili allo zest d’arancia e allo zenzero, mentre nelle retrovie si fa notare un’impressione di erba appena tagliata. Ci troviamo di fronte a uno spartito olfattivo vivace e composto al tempo stesso, cui forniscono il loro contributo anche un sentore di vaniglia, in crescita costante, e una nota floreale che fa pensare alla magnolia.
Al palato l’ingresso è baldanzoso con molto zenzero e zest d’arancia, accompagnati da burro e miele d’erica che compensano con la loro cremosità l’asprezza dell’agrume. In bocca il whisky ha la carica seduttiva di un bacio appassionato e la morbida, distinta eleganza richiesta in una serata di gala. Il pan di Spagna fa coppia con l’albicocca disidratata e conduce il bevitore ormai inebriato verso una conclusione all’insegna dello zenzero, del burro e del miele d’erica.

È vero: un whisky maturo non è necessariamente un whisky straordinario. Ma questo Highland Park lo è di sicuro: da un olfatto soave si passa a un palato che, a dispetto dell’età, è tutt’altro che compassato, per approdare a un finale che lascia un duraturo ricordo di sé. Insomma, il whisky perfetto per chiudere alla grande l’anno sul blog, con l’auspicio che il 2022 sappia versarci nel bicchiere altrettante soddisfazioni.
Slàinte!

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