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Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Port Askaig Scozia Whisky dai 50 ai 100 euro

Port Askaig 10yo 10th Anniversary

Recensione di un Port Askaig celebrativo.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 55,85%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon first fill e refill, ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Elixir Distillers
Prezzo indicativo: € 78,00
Sito web ufficiale: www.portaskaig.com
Valutazione: 82/100

Port Askaig è un’etichetta che nasce nel 2009 per volontà di Sukhinder Singh, fondatore di Speciality Drinks (dal 2017 Elixir Distillers), con l’intento di presentare un whisky che incarni alla perfezione lo spirito di Islay.
La sua proposta attuale, organizzata in rilasci limitati a qualche migliaio di bottiglie, allinea un 8yo, il 100° Proof, il 110° Proof, il 10yo di oggi, un 25yo, un 28yo, un venerabile 45yo, un 12yo Spring Edition e un 12yo Autumn Edition. Tutti questi whisky sono prodotti senza filtrazione a freddo né aggiunta di coloranti.
La distilleria di provenienza delle botti non è dichiarata, ma gli indizi portano a Caol Ila, geograficamente vicina alla località, sulla costa nordorientale di Islay, che dà il nome all’etichetta.
Ricordiamo che Elixir Distillers, con sede a Londra, è anche proprietaria del celebre The Whisky Exchange, uno fra i più rinomati negozi e fra i maggiori shop online del settore.

Questo 10yo, uscito nel 2019 per celebrare il decennale del marchio (importato in Italia da Velier), è stato maturato per il 25% in ex bourbon hogshead di primo riempimento, per il 60% in refill hogshead e per il 15% in ex sherry butt.
La gradazione del tutto particolare, 55.85% ABV, rappresenta numericamente la latitudine di Port Askaig. La reperibilità sul mercato, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, risulta purtroppo alquanto problematica.

Note di degustazione

Il colore è un oro chiaro.
Al naso, il primo impatto è con un fumo da camino spento, con una robusta spolverata di pepe nero che a tratti riaccende il fuoco. La torba si accompagna a un sentore di biscotti al burro e a profumo di rosmarino piuttosto piacevoli. L’impressione è che sotto la cenere covi una dolcezza che stenta a rivelarsi. Dopo qualche minuto, emergono una nota balsamica di liquirizia e una di anice, prima che la dolcezza vinca la sua ritrosia e finalmente si mostri nelle sembianze di crema pasticcera.
Al palato, l’imbocco è super pepato, reso esplosivo dal grado alcolico (che invece era discretamente integrato all’olfatto), con sentori successivi di salamoia e salsa BBQ e un accento legnoso. Sulla distanza fa capolino la mela gialla.
Il finale è lungo e cinerino, con una mela gialla molto timida nelle retrovie.

Più interessante all’olfatto che in bocca, un solido whisky torbato che conquisterà i devoti al genere. Gli manca però la poesia: uno slancio capace di proiettarlo nell’iperuranio dell’eccellenza.

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