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Halewood Wine & Spirits USA Whisky da 0 a 50 euro

American Eagle 4yo

Recensione di un bourbon dal Tennessee dalle origini inglesi.

Provenienza: Tennessee (USA)
Tipologia: Tennessee Bourbon
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: Vergini americane tostate
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Halewood Wine & Spirits
Prezzo: € 29,50 su Aquavitae
Sito web ufficiale: www.americaneaglewhiskey.com
Valutazione: 71/100

Nonostante si sia qui per parlare di un bourbon, chi lo ha messo in bottiglia proviene dalla perfida Albione: la Halewood Wine & Spirits, fondata nel 1978 da John Halewood, con origini molto modeste, partite dalla vendita di vino ungherese nel garage di casa.
Presto l’attività si espande, diversificando il commercio di gin, vodka, vini da tutto il mondo e la geniale (commercialmente parlando) reinvenzione della ginger beer con il lancio del popolarissimo marchio Crabbie’s nel 2009.
Negli anni, l’azienda fonda distillerie proprie, di gin come di whisky, questi ultimi con marchi forse non popolarissimi tra gli appassionati (Crabbie, Gelston’s) ma che hanno saputo cavalcare le mode, come le etichette dedicate ai The Pogues e al noto serial TV Peaky Blinders.

Per questo bourbon l’azienda si rifornisce da una distilleria non rivelata in Tennessee, anche se la filtrazione a carbone e la composizione fatta al 84% di mais (più rye e malto) possono dare discreti indizi sulla sua origine.
Versione base dell’etichetta, votata alla miscelazione, si accompagna a un 8 e un 12 anni della stessa serie.

Note di degustazione

Oro pieno nel bicchiere.
Quercia, vaniglia e caramello fanno la spunta agli aromi che ci si aspettano al naso, accompagnati da popcorn, noce moscata, miele, composta d’arancia. Sciroppo d’acero. Leggero e prevedibile ma non per questo spiacevole.
Di corpo esile, al palato riprende il tema della quercia tostata con una sottile pepatura su mela caramellata, arancia candita, noce moscata, vaniglia. Non molto incisivo, tende a far prevalere le spezie del legno sul resto, appiattendo i toni della bevuta.
Finale abbastanza breve, speziato e un po’ stucchevole, di vaniglia, miele, caramello.

La vocazione alla mixology è evidente, la netta speziatura che schiaccia i sapori ben si adatta ad accompagnarsi ad altri elementi di un cocktail. In purezza, non risulta sgradevole ma poco o per nulla incisivo.

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