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Blended scozzesi Elements of Islay Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Scozia

Elements of Islay – Peat

Recensione di un blended di whisky da Islay.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Blended Malt Scotch Whisky
Gradazione: 45%
Botti di invecchiamento: N/D
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Elixir Distillers
Prezzo: € 38,00 su Aquavitae
Sito web ufficiale: islay.com
Valutazione: 84/100

Tutti gli appassionati di whisky conoscono The Whisky Exchange, immenso negozio (online e fisico) dedicato ai distillati con base nel Regno Unito, nato dal genio di Sukhinder e Rajbir Singh, due fratelli e imprenditori decisamente instancabili.
Non contenti, dal 1999 hanno messo in campo con Speciality Drinks tutta la propria passione (e spirito imprenditoriale) nel creare una vera e propria macchina da guerra nel campo dei distillati, che offre un nutrito shop online e consulenze a tutto tondo a chi si voglia avvicinare a questo mondo. E, ovviamente, anche una propria attività come imbottigliatori indipendenti, Elixir Distillers, che produce diverse etichette di whisky, rum e tequila. E che si appresta a costruire una nuova distilleria su Islay.
Un forte legame con lo scotch, quindi, e con l’isola torbata per antonomasia, incarnato da Elements of Islay, etichetta che dal 2006 propone una serie di imbottigliamenti provenienti esclusivamente da Islay, che nel packaging riprende il tema della tavola degli elementi con una sigla di due lettere che rappresenta la distilleria di provenienza e un numero che conta la sequenza di imbottigliamenti (l’invecchiamento non è mai dichiarato).

Anche il formato della bottiglia, da 50cl invece dei canonici 75cl, riprende lo stile di quelle usate in chimica, e ogni imbottigliamento porta la firma di un nome noto del mondo del whisky che fa da “garante” alla qualità del liquido che contiene.
Non solo singole distillerie (di cui sono scelte dalle cinque alle venti botti per ogni imbottigliamento), ma anche un blended, proposto in due versioni: quello presente e uno a grado pieno, entrambe nate dalle fusione di sessanta botti provenienti da distillerie diverse (e non dichiarate).
La firma di Oliver Chilton, colui che aiutò i due a far partire il negozio di The Whisky Exchange a Londra, poi passato alla gestione delle botti destinate a Elixir Distillers, mette il sigillo sulla bottiglia.

Note di degustazione

Come promette l’etichetta, è la torba a emergere al naso, medicinale e carnosa, con tocchi di chiodi di garofano e rosmarino su braci di barbecue. Occhieggiano sentori fruttati, non molto decisi, tra il tropicale e la frutta gialla, assieme a crema pasticcera e una vena costiera. Semplice e schietto.
In bocca è deciso, la torba si fa più vegetale e piccante, acquisendo aromi boschivi e balsamici intrecciati a zenzero e una copiosa spruzzata di pepe bianco e paprika. La frutta è più netta e dolce, con venature di limone, liquirizia e crème brûlée, in un corpo abbastanza pieno e oleoso. Il fumo si fa evidente soprattutto in lunghezza, veleggiando su flutti salini e vivaci che abbracciano i sapori.
Finale non molto lungo e salino, con afflati balsamici su liquirizia dolce, fumo, torba vegetale.

Non brillerà per complessità ma riesce a essere generoso ed espressivo, molto beverino e con un discreto ventaglio di evocazioni isolane, andando al di là del semplice compitino.
Ben fatto.

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