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Bowmore Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Scozia Signatory Whisky dai 50 ai 100 euro

Signatory Bowmore 12yo (2001 – 2014)

Recensione di un Bowmore del 2001 imbottigliato da Signatory.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botte di invecchiamento: Ex sherry refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Signatory Vintage Scotch Whisky Company
Prezzo indicativo: € 95,00
Sito web ufficiale: www.signatoryusa.com
Valutazione: 90/100

Sono trascorsi vent’anni dall’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Esattamente due settimane dopo, il 25 settembre 2001, a circa 5.200 chilometri di distanza da New York, a Bowmore, su Islay, veniva distillato il whisky di oggi, imbottigliato dall’indipendente Signatory, in 653 esemplari complessivi, il 14 aprile 2014 dopo 12 anni e mezzo trascorsi interamente in una botte ex sherry (la n. 1372) non di primo riempimento. Parte della Unchillfiltered Collection, proposto a 46% ABV nel suo colore naturale e, come da etichetta, senza filtrazione a freddo, è un whisky complicato da reperire e mai come stavolta il prezzo è da considerarsi puramente indicativo.
Ora, data la nostra predilezione per i Bowmore in sherry, possiamo serenamente ammettere che le aspettative sono alte.

Note di degustazione

Nel bicchiere brilla uno splendido color ambra.
L’olfatto è accogliente, con impressioni di caramello e di datteri maturi, una speziatura di pepe nero, una venatura balsamica di liquirizia e un accenno floreale di primula, con l’abituale fumo leggero di Bowmore che accarezza i diversi sentori, in un quadro armonico ed elegante. Dopo alcuni minuti, ricordi di legna appena tagliata e di anice si aggiungono all’insieme, senza comprometterne l’equilibrio.
Al palato, il whisky si presenta rotondo, invitante, con il caramello, i datteri maturi e il pepe nero, sempre vestiti di fumo, che vengono esaltati da una gradazione perfetta, capace di garantire in bocca una persistenza non comune. Scompare la venatura balsamica, e il ricordo di legna appena tagliata diventa un profumo di mobile lucidato, mentre si fa apprezzare nelle retrovie un tocco di panna montata, con un sospetto di uvetta.
Il finale medio-lungo lascia un senso di calore in bocca, e memorie di fumo, caramello e pepe nero.

In pratica, un modello di Bowmore in sherry. Puro godimento: un whisky che sembra venire da molto lontano per raccontare una storia unica, che ci ammalia fin dal primo sorso e che vorremmo non finisse mai.

Questa recensione è dedicata a Francesca, vento e ali.

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