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Ardbeg Douglas Laing & Co. Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Scozia Whisky dai 200 euro in su

Old Malt Cask Ardbeg 1991 (13yo)

Recensione di un single cask indipendente di Ardbeg.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 50%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon hogshead refill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Douglas Laing & Co.
Prezzo indicativo: € 400,00
Sito web ufficiale: www.douglaslaing.com
Valutazione: 91/100

Non ho mai fatto mistero di avere un debole per i whisky di Ardbeg (e la lista di imbottigliamenti provati lo dimostra), e quando c’è stata l’opportunità di procurarmi il campione di un single cask della distilleria di Islay… be’, l’ho colta al volo!
La linea Old Malt Cask è stata lanciata nel 1999 dal noto imbottigliatore Douglas Laing ed è caratterizzata da single cask tutti imbottigliati alla gradazione del 50%.
Quando uno dei figli del fondatore ha deciso di creare una propria etichetta, la serie l’ha seguito confluendo nel 2013 sotto Hunter Laing.
Qui mi trovo con un imbottigliamento appartenente al primo periodo, con un distillato del 1991 imbottigliato tredici anni dopo, nel 2004, in 338 bottiglie ancora reperibili seppur a prezzi esorbitanti.
Questo whisky proviene dal periodo in cui la distilleria aveva una produzione estremamente ridotta, e rappresenta quindi una vera rarità.

Note di degustazione

Al naso si presenta asprigno e vegetale, con una torba salmastra dai toni amarotici che titilla l’olfatto con frutta tostata (ananas, pesca, pompelmo rosa), cumino, chiodi di garofano, arancia candita, crema cotta. Nel tempo, emerge una nota di bacon croccante e salsa BBQ, con il fumo che si fa più denso. Stuzzicante.
In bocca si presenta con una speziatura di pepe e zenzero accentuata ma non soverchiante, mantenendo un profilo vegetale che qui si fa boschivo, con memorie di resina e pino tostati assieme a cuoio e bergamotto, in una bevuta corposa e ricca dove la frutta punteggia le retrovie venando i sapori di tonalità più dolci. Ancora fumo in lunghezza, braci scoppiettanti su cui rosolano costolette e peperoni, con impressioni di flutti di mare e ostriche.
Finale lungo e salino, asciutto, di legno bruciato, cuoio, mela cotta, arancia amara, peperoni cruschi.

Equilibrato, ricco, complesso, lontano dagli estremi degli imbottigliamenti contemporanei, con un’eleganza a cui ci hanno disabituato e l’emergere di impressioni inedite.
Se ne berrebbe a litri, tanto è spinta la bevibilità.

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