fbpx
Blended scozzesi Cameronbridge Dimple Scozia Whisky da 0 a 50 euro

Dimple 15yo

Recensione del quarto blended più venduto al mondo.

Provenienza: Scozia
Tipologia: Blended Scotch Whisky
Gradazione: 40%
Botti di invecchiamento: ND
Filtrato a freddo:
Colorazione aggiuntiva:
Proprietà: Diageo
Prezzo: € 27,50 su CallMeWine
Sito web ufficiale: www.haigwhisky.com
Valutazione: 62/100

Non di soli single malt vive il bevitore di whisky, ma anche di blended… Anzi, molti appassionati hanno iniziato proprio con i blended, magari i più celebri, quelli che si trovano in ogni supermercato: il Johnnie Walker Red Label, il Ballantine’s Finest, il Chivas Regal 12yo. Poi, fortunatamente, sono passati ad altro.
Battute a parte, i blended rappresentano ancora la stragrande maggioranza dei whisky venduti (e bevuti), e quindi non possono essere liquidati con un’alzata di spalle.

Oggi assaggiamo il Dimple 15yo, il quarto blended più venduto al mondo (dopo quelli citati, probabilmente), più popolare negli Stati Uniti, dove è conosciuto come Dimple Pinch ed è proposto a 43% ABV, ma ampiamente reperibile anche nel nostro Paese in una fascia di prezzo accessibile.
Commercializzato in una bottiglia che ricorda fin troppo quella della Vecchia Romagna, nasce dall’incontro fra più di trenta whisky diversi (malt e grain whiskies), “i migliori” si legge nella confezione.
A quanto è dato sapere, la parte del leone la fanno Glenkinchie e Linkwood.

Note di degustazione

Il colore è ambra.
Al naso, il primo impatto è con una nota dolciastra non proprio accattivante, che ricorda la frutta andata a male e che funge da tappo a un sentore di frutta a polpa bianca così vago da assomigliare a un miraggio. Non è che nel tempo la situazione migliori, perché si fanno avanti un ricordo di solvente e uno di cartone bagnato oltremodo respingenti.
In bocca, l’ingresso è lievemente speziato (zenzero?), con un aroma di vaniglia sullo sfondo. A farla da padrona, purtroppo, è ancora la nota dolciastra di cui sopra, insieme a un’impressione di legno lucidato.
Il finale è breve, di vaniglia e spezie, ed è senz’altro la parte migliore della bevuta.

Le poche sensazioni piacevoli rimangono al limite dell’indefinito, quelle sgradevoli si avvertono perfettamente. I gusti sono gusti, e non si discutono: ciascuno è libero di farsi piacere quel che vuole, e chi siamo noi per giudicare? Ma in tutta onestà ci sembra che anche il bevitore più disarmato possa aspirare a molto di meglio.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: