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Isola di Skye Scozia Torabhaig Whisky dai 200 euro in su

Torabhaig Legacy 2017

Prima edizione per la nuova distilleria su Skye.

Provenienza: Isola di Skye (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon first fill
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Mossburn Distillers
Prezzo: € 220,00 su Aquavitae
Sito web ufficiale: www.torabhaig.com
Valutazione: 83/100

Il progetto di una seconda distilleria sull’isola di Skye risale a molti anni fa, quando nel 1976 Sir Ian Noble accarezza l’idea di costruirne una proprio a Torabhaig, ma è solo nel 2002 che vengono ottenuti i necessari permessi per iniziare l’impresa.
Costruita a partire da una cascina abbandonata (a sua volta realizzata usando materiali provenienti dal vicino Castle Camus), vede i lavori iniziare diversi anni dopo e protrarsi fino al 2016, quando vengono installate le attrezzature necessarie, con il primo distillato a entrare in botte l’anno successivo.
Questo è dunque il primo whisky di Torabhaig, invecchiato tre anni, che inaugura la Legacy Series che prevede, al momento, quattro imbottigliamenti: il presente, Allt Gleann, Cnoc Na Moine e Allt Breacach, con una linea temporale estesa fino al 2026.

Prima edizione tutta al naturale, con un numero limitato (ma non troppo) di bottiglie, nel classico invecchiamento in botti ex bourbon, frutto dei due alambicchi che consentono una produzione di circa 1,5 milioni di litri l’anno.
Grazie a Ghilardi Selezioni per la gentile bottiglia.

Note degustative

Giallo paglierino, quasi trasparente, nel bicchiere.
Al naso, torba compatta e fumosa, ma non invadente, da falò quasi spento. Una frizzante brezza oceanica accarezza le narici, trasportando mele, pere, zucchero filato, zest di limone, accenno di vaniglia, pinoli. Sullo sfondo, un’impressione boschiva, di resina. Attraente.
Leggera pepatura all’ingresso (non siamo dai vicini di Talisker), nel palato arriva una buona speziatura di noce moscata e chiodi di garofano su crostata all’arancia, limone, tamarindo, frutta gialla (anche un tocco di pesca), radice di liquirizia. Il fumo si fa sentire soprattutto in lunghezza, più corposo e tostato, con una salinità quasi prepotente.
Finale mediamente lungo e salato, di limone, arancia gialla, pan di zucchero, legno tostato, cenere.

Un whisky giovane ma ben congegnato, dove la torba risulta ancora un po’ esuberante specie sul finale, ma gli ingredienti ci sono, funzionano, la gradazione è centrata, serve solo maggior equilibrio che, probabilmente, arriverà col tempo.
Bell’esordio.

Un’altra prospettiva:
Non solo whisky

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