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Bowmore Isola di Islay Scozia Whisky News

Una visita alla distilleria di Bowmore

Il resoconto di una visita guidata alla distilleria di Bowmore nell'estate 2018.

La pandemia ci ha costretto a riorganizzare non solo le nostre abitudini sociali, ma anche i nostri ricordi, al punto che tutto quanto abbiamo vissuto fino alla primavera dello scorso anno può essere idealmente etichettato con un A.C. (avanti Covid).
In fiduciosa attesa di un D.C., torniamo volentieri con la memoria all’estate del 2018 e alle nostre giornate su Islay.

Lasciata Ardbeg, nel sud dell’isola, ci dirigiamo verso Bowmore.
Il largo anticipo rispetto all’orario del tour (è sempre consigliabile prenotare le visite, perché le richieste sono molte e i gruppi non così numerosi), ci consente una sosta presso i magazzini di Port Ellen, la storica distilleria chiusa nel 1983, i cui whisky si sono guadagnati nel tempo un’aura di sacralità. L’ineludibile senso di abbandono generale mette tristezza, ma ci rinfranca, oggi, la notizia che gli alambicchi di Port Ellen torneranno presto a distillare.

Il villaggio di Bowmore, affacciato sul Lochindaal, è la “capitale” di Islay. Fa un certo effetto usare questo termine per quello che è poco più di un borgo, ma a Bowmore c’è davvero tutto quanto serve: le abitazioni private, una scuola, i negozi, una chiesa, il porto… e una distilleria, così ben integrata nel contesto che si corre il rischio di non vederla (o di confonderla con la scuola che le siede accanto e che presenta delle pagode decorative).
Nella luce del primo pomeriggio, un refolo di aria fresca, proveniente dal mare, ci accompagna fino all’ingresso, punto di partenza e di arrivo di ogni tour.

Preceduto da una breve introduzione storica e strutturato in modo piuttosto tradizionale, il tour della distilleria vive nel nostro ricordo di tre momenti importanti.
Il primo è la tappa iniziale: la visita alla malting room. Bowmore produce, in termini di malto, circa un terzo del proprio fabbisogno (il resto proviene da una malteria sulla terraferma) ed è comunque una delle pochissime distillerie scozzesi a possedere una malting room. Chi è affascinato non solo dal risultato finale ma dall’intero processo di creazione del whisky, può ben capire l’emozione provata accarezzando l’orzo tiepido, raccolto dal pavimento che viene riscaldato per favorirne la germinazione. Ci piace immaginare che quell’orzo, fatto scorrere fra le dita, diventerà il Bowmore che un giorno assaggeremo.

Il secondo momento forte è la visita alla Nº 1 Vaults.
L’ingresso a questo leggendario magazzino collocato sotto il livello del mare, sulle cui pareti esterne si infrangono le onde dell’Atlantico, è generalmente precluso ai visitatori (almeno nella versione base del tour) che devono accontentarsi di sbirciare da dietro un vetro. Eppure, anche solo immaginando cosa possa significare una passeggiata fra le botti, è impossibile non rimanere sedotti da un luogo nel quale la combinazione fra i diversi elementi in gioco, segnata dal lento corso del tempo, sembra regolata da un misterioso disegno superiore.

Il terzo momento è la conclusione del tour nel bar della distilleria, affacciato sull’oceano.
Mentre la vista dall’immensa vetrata ci spalanca gli occhi su un paesaggio di selvaggia bellezza, possiamo ammirare alcuni imbottigliamenti storici, assaggiare almeno due espressioni del core range di Bowmore, il 15yo e il 18yo, e scambiare qualche impressione con la guida, animata da una passione davvero contagiosa e ben disponibile a soddisfare ulteriori curiosità (e a consigliarci su eventuali acquisti nello shop adiacente).

Chiudiamo con una foto scattata a un curioso cartello sistemato all’uscita della still house, con l’auspicio che il numero di giorni sia cresciuto nel tempo e possa continuare a crescere in futuro senza interruzioni.
Slainte!

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