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Israele Milk&Honey

Verticale di M&H Distillery – parte seconda

Il secondo di due assaggi dei distillati dell'israeliana Milk & Honey Distillery.

Provenienza: Israele
Tipologia: Young Single Malt
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: The Milk & Honey Distillery
Sito web ufficiale: https://mh-distillery.com/

A qualche mese di distanza dalla prima parte, concludiamo il percorso nella produzione della Milk & Honey Distillery, prima distilleria di whisky d’Israele.

Qui ci troviamo di fronte a distillati troppo giovani per essere definiti whisky, sebbene a quella latitudine il clima acceleri sensibilmente la maturazione rispetto ai tempi più lunghi del Nord Europa.

Ex Islay Cask
Gradazione: 65.7%
Botti di invecchiamento: Ex Islay
Valutazione: 72/100

Distillato il 22 marzo 2018 e invecchiato in una botte proveniente da Islay (senza che si conosca la distilleria) per 2 anni e 1 mese, è stato imbottigliato il 26 aprile 2020.
Il malto usato da Milk & Honey non è torbato in origine, quindi la torbatura deriva dalla sola influenza della botte.

Il colore ricorda molto da vicino quello del vino bianco.
E accostando il bicchiere al naso, il primo sentore percepito è proprio di uva bianca. La nota torbata, marina, è molto leggera e si accompagna a un’impressione generale di frutta bianca matura (mela e pera), con una spruzzata di pepe, bianco anch’esso, che tende a nascondersi dietro il pizzicore alcolico. Dopo qualche minuto, fa capolino un goloso profumo di meringa.
Al palato la torba è ai limiti dell’evanescenza, la frutta bianca ha una consistenza decisamente maggiore e sullo sfondo si avverte una nota legnosa in crescita con il passare del tempo. Sarebbe un insieme elementare ma gradevole se non venisse presto asfaltato da un alcol esplosivo.
Il finale è breve, di alcol soprattutto.
Con aggiunta d’acqua, all’olfatto la frutta bianca cresce d’intensità, mentre al palato la torba, affannata, recupera qualche metro.

L’influenza della botte ex Islay si avverte fino a un certo punto e quasi solo al naso, e la gradazione non pare troppo centrata.

Portified Wine Cask
Gradazione: 67,8%
Botti di invecchiamento: Ex porto
Valutazione: 70/100

Distillato il 13 febbraio 2018 e invecchiato in una botte ex porto per 2 anni e 2 mesi, è stato imbottigliato il 26 aprile del 2020.

Il colore è ambra caldo.
All’olfatto la prima impressione, invero assai delicata, è di cioccolato bianco, cui si accompagna un sentore ben più deciso di datteri, con un ricordo di prugne sullo sfondo. La gradazione monstre si avverte meno del previsto.
Al palato, un’evidente nota legnosa mette a nudo l’estrema gioventù del distillato, mentre l’alcol, prepotente, copre tutto il resto. Ci sono ancora i datteri, ma lontani stavolta. Il finale è breve e molto alcolico. Con qualche goccia d’acqua, all’olfatto si rafforza il sentore di datteri, al palato le papille gustative prendono fuoco.
L’influenza della botte ex porto si coglie, e si apprezza, esclusivamente con il naso. In bocca bisogna chiamare i pompieri.


STR Cask
Gradazione: 67.2%
Botti di invecchiamento: Ex vino rosso STR
Valutazione: 72/100

Distillato il 21 dicembre 2017 e invecchiato in una botte ex vino rosso israeliano STR (“Shaved, Toasted and Re-Charred”, ovvero “Rasata, Tostata e Ri-Carbonizzata”) per 2 anni e 4 mesi, è stato imbottigliato il 26 aprile 2020.

Il colore ricorda quello del miele di castagno.
Avvicinare il bicchiere al naso è come varcare la soglia di una falegnameria in piena attività: sentori di legna appena tagliata, di trucioli e di legno lucidato, con impressioni più tenui di datteri e di uvetta, si alternano in un profilo originale, purtroppo guastato da un tenore alcolico eccessivo. Dopo alcuni minuti emerge una fragranza di vaniglia, insieme a una sorprendente nota balsamica.
In bocca l’impatto dell’alcol è micidiale. Resistono all’urto memorie di legno lucidato, di datteri e di vaniglia, schiacciate però da una gradazione fuori misura. Il finale è un po’ più lungo della media di questi single malt, di legno lucidato e ovviamente di alcol.
Con qualche goccia d’acqua, risultano accentuati all’olfatto il pizzicore alcolico, la nota balsamica e soprattutto la vaniglia, mentre al palato la percezione dell’alcol cresce in modo esponenziale.

Il grado alto è sempre una scommessa. Perdente in questo caso: l’alcol vanifica quasi completamente i potenziali motivi di interesse del distillato.


White Wine Cask
Gradazione: 55%
Botti di invecchiamento: Ex Chardonnay
Valutazione: 68/100

Distillato il 16 maggio 2017 e invecchiato per 2 anni e 10 mesi in una botte che aveva contenuto in precedenza vino bianco Chardonnay, è stato imbottigliato il 31 marzo 2020.

Il colore è oro.
All’olfatto la nota vinosa è davvero intensa e sbilancia pesantemente l’insieme. Un sentore di pera e una fragranza di pasta frolla sbracciano vanamente per farsi notare. Col passare dei minuti la situazione migliora (si affaccia un’impressione di uva passa), ma non abbastanza: l’alcol sembra indomabile.
Al palato, nessuna sostanziale novità: molto vino e poco altro, con un eccesso di alcol. Finale non brevissimo, ma povero di sfumature.
Anche qui ci troviamo di fronte a un single malt piuttosto acerbo, interessante quasi esclusivamente sul piano teorico.

Nel complesso, quattro aspiranti whisky che, per quanto non manchino di suggestioni, appaiono decisamente perfettibili, soprattutto in sede di gradazione. Ma le premesse per dei buoni risultati ci sono e siamo sicuri che il tempo giocherà a loro favore.

Gli altri imbottigliamenti nel blog:
Verticale di M&H Distillery – parte prima
Milk & Honey Classic

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