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Berry Bros & Rudd Blended scozzesi Imbottigliatori indipendenti Isola di Islay Scozia

Berry Bros. & Rudd Islay Blended Malt Scotch Whisky

Un blended di Islay dal più antico mercante di vini e liquori d'Inghilterra.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Blended Malt Scotch Whisky
Gradazione: 44,2%
Botti di invecchiamento: N/D
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Berry Bros & Rudd
Prezzo: € 45,00 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: www.bbr.com
Valutazione: 78/100

Famiglia di mercanti di vini e liquori londinesi attivi fin dal 1698, Berry Bros. & Rudd sono legittimamente i più antichi commercianti del settore in Gran Bretagna.
Partiti vendendo caffè, passano in poco tempo alla vendita di spezie e altri infusi, fino ad arrivare ai vini (di cui riforniscono la Corona) e, ovviamente, ai whisky.
Nel 1923 lanciano l’etichetta di Cutty Sark, diventata in breve famosa in tutto il mondo, cedendola nel 2010 a Edrington Group in cambio di un altro brand, Glenrothes, che torna poi ai proprietari precedenti solo sette anni dopo.
Ora si presentano solo come imbottigliatori, di blended come di single cask.
Tra i vari record dell’azienda, vale la pena ricordare il lancio del primo negozio online di vini del settore, inaugurato nel 1995.

La bottiglia che tratto oggi fa parte della serie The Classic Range, dei blended suddivisi per regione (Speyside e Islay) o per invecchiamento (botti torbate ed ex sherry), distribuiti in batch diversi.
Secondo batch del blend di Islay, con whisky proveniente dalle distillerie “più rappresentative” dell’isola (che vuol dire tutto e niente), tra cui Caol Ila e Bunnahabhain, cortese omaggio di Federica Borghi per conto di Pallini S.p.A.

Giallo pallido nel bicchiere.
Torba acre e marina che risale le narici, con una forte componente tostata e portuale di pesce alla griglia in salamoia, che non nasconde un’anima più fresca, a tratti balsamica, di vaniglia, miele, crema catalana, spruzzata di limone e aghi di pino. Penetrante.
Le aringhe affumicate restano regine al palato, avvolte in una coltre catramosa e acre molto esuberante, che tende a coprire (diciamo pure asfaltare) gli altri aromi lasciando poco spazio a complessità e sfumature. Sotto questa spessa coltre si trovano tracce di liquirizia, chiodi di garofano, caramello salato, arancia candita, cioccolato fondente. Resta distante, ma presente, la componente balsamica.
Finale abbastanza lungo e cinereo, di sale, liquirizia, arancia, tabacco bruciato.

Profumi più profondi e variegati di quanto poi si trovi nel bicchiere, con un blended che estrae il cuore torbato di Islay portandolo a totale protagonista, a scapito dei comprimari. Certe componenti meritavano secondo me più attenzione e avrebbero dato spessore a un whisky che resta piacevole ma non incisivo.

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