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Ardbeg Isola di Islay Scozia

Ardbeg Grooves

Recensione dell'edizione per l'Ardbeg Day del 2018.

Provenienza: Islay (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex vino carbonizzate
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Moet Hennessy
Prezzo: € 169,00 su Whisky Italy
Sito web ufficiale: www.ardbeg.com
Valutazione: 81/100

Ogni volta che mi capita di poter mettere mano su un imbottigliamento di Ardbeg che mi manca è un po’ una festa: lo so, è una fissazione, ma ognuno ha la propria distilleria-feticcio, no? La mia è questa.
Cerco comunque sempre di essere obiettivo se devo parlarne su queste pagine, sforzandomi di soggiogare la groupie che c’è in me e che vorrebbe solo lanciare il reggiseno a Bill Lumsden (fortunato lui che non lo porto).
Ma con tutte le versioni di Ardbeg che ci sono, a volte persino quella groupie viene messa a dura prova…

E questo Grooves, sia per il nome che per la confezione, un po’ in crisi ce la mette.
Edizione speciale per l’Ardbeg Day del 2018 che ha fatto seguito a quella esclusiva per l’Ardbeg Committee (alla gradazione del 51,6%), imbottigliata a gennaio dello stesso anno e che ha finito la propria (non dichiarata) maturazione in botti che hanno contenuto (imprecisato) vino rosso, pesantemente carbonizzate causando profonde scanalature sul legno (le “grooves”, appunto).
Il nome non fa però solo riferimento all’effetto del fuoco sulla botte, ma anche (come si intuisce dal packaging) all’uso del termine grooves (o meglio, groovy) come si faceva tra gli anni ’60 e ’70, a indicare quella “vibrazione” un po’ hippy che dominava la scena.
Chiaro? Ottimo.
E allora beviamo.

Note di degustazione

Ambra scura nel bicchiere.
Olfatto sospeso tra carnoso, catramoso e oceanoso, meno acre del solito e anzi alquanto morbido (per gli standard di Ardbeg), da cui emergono note di frutti rossi (tra cui persino un po’ di fragola), prugne secche, noce moscata, mandorla, radice di liquirizia. Agrumi canditi e crème brûlée. Nel tempo, è l’aspetto marino e iodato a prendere forza, compattando gli aromi con maggiore decisione e restando piuttosto zuccherino (e tostato). Non male, decisamente meglio del primo approccio.
E la morbidezza si conferma anche in bocca, con una torba fumosa e gentile che, complice la gradazione poco feroce, accompagna gli aromi in palmo di mano sui propri flutti macilenti e salini, con un leggero tocco di spezie (compresa la cannella) e ancora frutta rossa, torta di mele con la crema, zucchero di canna tostato e agrumi, qui più convinti e presenti che al naso. Tocco di liquirizia. È un po’ acquoso al palato, scorre fin troppo velocemente e con poca incisività, come se gli mancasse sostanza.
Finale abbastanza lungo, minerale, con zucchero tostato, liquirizia e arancia.

Dato il nome mi aspettavo un’esperienza lisergica, e invece mi son ritrovato con un hippy salutista che fuma sigarette di alga. Quasi un whisky introduttivo, che non vuole disturbare, pure troppo peace&love ma, d’altronde, il nome quello è, no? Però da un’edizione speciale e limitata (e costosa, per quanto non sia un elemento di peso nel dare un’opinione) mi aspetto molto di più.
Scusa Bill, stavolta mi tengo il reggiseno.

Recensioni di whisky da Ardbeg nel blog:
Ardbeg 10yo
Ardbeg Airigh Nam Beist 2007
Ardbeg An Oa
Ardbeg Arrrrrrrdbeg (Commitee Members Release)
Ardbeg Auriverdes
Ardbeg Blaaack (Committee Members Release)
Ardbeg Blaaack Limited Edition
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Ardbeg Dark Cove
Ardbeg Drum (Committee Members Release)
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Ardbeg Supernova SN2019
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Un’altra prospettiva:
Whisky Facile

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