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Arran Malt Isola di Arran Scozia

The Arran Malt 18yo

Recensione di The Arran Malt 18yo, whisky isolano di Arran.
The Arran Malt 18yo

Provenienza: Isola di Arran (Scozia)
Tipologia: Single Malt Scotch Whisky
Gradazione: 46%
Botti di invecchiamento: Ex bourbon ed ex sherry
Filtrato a freddo: No
Colorazione aggiuntiva: No
Proprietà: Isle of Arran Distillery
Prezzo: € 115,00 su Whisky Shop
Sito web ufficiale: www.arranwhisky.com
Valutazione: 82/100

Non solo di Islay si vive, e scopriamo che della Scozia fanno parte anche altre isole, e dove c’è un po’ di terra con acqua pura che scorre, ti pare che agli scozzesi non venga voglia di aprirci una distilleria?
È (più o meno) così che, nel 1995, è stata fondata la prima distilleria dell’era moderna sull’isola, giacché in precedenza ci sono sempre state piccole attività più o meno legali che producevano whisky sul territorio.
In realtà doveva nascere nel 1994, ma i lavori furono fermati a causa di una coppia di aquile che decise fosse Lochranza (sede dello stabilimento) il posto più adatto per farci un nido. E giustamente la coppietta è finita sul logo della distilleria.
Il 25 luglio del 1998 versarono “il primo whisky legale dell’isola negli ultimi 160 anni”, e da allora non si son più fermati, tanto da aver di recente aperto una nuova etichetta, Lagg, i cui primi frutti (torbati) si vedranno tra qualche anno.

Inizialmente parte di un’edizione limitata composta da quattro espressioni (16, 17, 18 e 21 anni), la presente è entrata poi a far parte del core range della distilleria: se nell’edizione limitata il disclaimer era “maturato nelle migliori botti ex sherry”, ora ci ritroviamo pure un po’ di legno inzuppato nel bourbon. Avendo provato solo questa espressione, non posso purtroppo illuminarvi sulle differenze.

Note di degustazione

Ammetto che l’etichetta, con tutto quell’oro, è alquanto pacchiana, ma d’altronde le bottiglie si comprano per il contenuto, quindi versiamo questo nettare di un bell’oro carico (ancor più suadente considerato come sia il suo colore naturale) e annusiamo. I 46 gradi si sentono tutti, ma ci cavalcano da subito note profumate dolci, con crema pasticcera, vaniglia, ciliegie (d’oh), cannella e un pizzico di sale marino. A farlo respirare, l’alcol si doma e arriva la torta di mele con l’uvetta passa. Lo sherry c’è, a braccetto con il bourbon.
Al palato si ritrova la stessa dolcezza, molto burrosa e oleosa (le onde sul bicchiere tendono a scendere con pigra lentezza), l’influenza dello sherry guadagna qualche punto e il caramello si fa presente. Non è uno sherried di quelli portentosi, immagino che la versione limitata fosse in questo senso più tosta, qui invece il bourbon aiuta ad arricchire le sfumature, lasciando che all’uvetta si accompagnino altre note fruttate di pesca e mela. Sempre presente (ma molto meno di altri whisky marini) la salinità di sottofondo, alcol inizialmente un po’ invasivo.
Appoggiato il bicchiere ormai vuoto, i sapori si accompagnano a lungo in bocca, morbidi e puliti, con una leggera astringenza.

Perfetto per accompagnare un dolce, il più ovvio una torta di mele ma anche uno strudel non ci starebbe male. Per chi ha qualche remora nei confronti degli sherried, potrebbe essere un’ottima scelta per gustarne l’influenza senza venirne aggrediti: la duplice affinatura in botti ex bourbon e sherry ha trovato un buon equilibrio, portando il “meglio dei due mondi”. Però (ed ecco perché solo un 82) da un diciottenne mi sarei aspettato qualcosa di più deciso, e un alcol più domo.

Recensioni di whisky da Arran nel blog:
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